Festa di S.Martino

 

Domenica  14  Novembre 2004

 
 

  in Corso Umberto I a S.Martino in Rio  R.E.

   
 

La festa è stata organizzata grazie alla collaborazione tra
-Associazioni di S.Martino
-Commercianti di S.Martino
-Comune di S.Martino


 
 
 

Musicisti in piazza

Auto d'epoca

 

 

 

Il Programma

 

S.Martino a cavallo


Bambini a cavallo

col Centro Ippico di Trignano

 

La Festa

Al Mattino

Alla Sera

 

Martino

Martino nacque in Pannonia, l'odierna Ungheria, nel 316; era figlio di un 
ufficiale romano e fu educato nella città di Pavia, dove passò la sua infanzia
 fino all'arruolamento nella guardia imperiale all'età di quindici anni.
 A scuola Martino prese i primi contatti con i cristiani e, all'insaputa dei
 genitori, si fece catecumeno e prese a frequentare con assiduità le
 assemblee cristiane. La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad 
alcune leggende tra cui quella in cui Martino incontrò un povero al quale
 donò metà del suo mantello; oppure quella dell'attendente che Martino 
considerava come un fratello, tanto da tenergli puliti i calzari.

 
L'utile della festa è stato devoluto alla Casa di Riposo di San Martino in Rio ed alla
Casa della Carità di Fosdondo di Correggio

La leggenda

Era l'11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio
che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio
mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio
coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante
per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore.
"Poveretto, - pensa - morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un 
po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente  
del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un 
vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo. E  
allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene  
un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il 
mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.

"Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va 
sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre
un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di 
mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette 
di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno.
Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra
obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate 
di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di
carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più 
gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui.
Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava 
mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante 
incontrato era proprio lui in persona.

Tratto dal sito della parrocchia di S. Martino vescovo di Alpignano (To)