Festa di San Martino

 
     
     
 
 


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Martino


Martino nacque in Pannonia, l'odierna Ungheria, nel 316; era figlio di un
ufficiale romano e fu educato nella città di Pavia, dove passò la sua infanzia
fino all'arruolamento nella guardia imperiale all'età di quindici anni.
A scuola Martino prese i primi contatti con i cristiani e, all'insaputa dei
genitori, si fece catecumeno e prese a frequentare con assiduità le
assemblee cristiane. La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad
alcune leggende tra cui quella in cui Martino incontrò un povero al quale
donò metà del suo mantello; oppure quella dell'attendente che Martino
considerava come un fratello, tanto da tenergli puliti i calzari.


La Leggenda

Era l'11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio
che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio
mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio
coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante
per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore.
"Poveretto, - pensa - morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un 
po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente  
del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un 
vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo. E  
allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene  
un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il 
mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.

"Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va 
sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre
un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di 
mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette 
di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno.
Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra
obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate 
di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di
carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più 
gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui.
Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava 
mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante 
incontrato era proprio lui in persona.

Tratto dal sito della parrocchia di S. Martino vescovo di Alpignano (To)