Storia del Castello

 

Risale al 1050 la prima citazione del castello, registrato tra i beni concessi a Bonifacio Canossa dalla chiesa di Reggio. Nel secolo XII figura proprietaria del complesso la famiglia dei Roberti, infeudata nel territorio dalla Contessa Matilde. Assediato e distrutto più volte (nel 1167 dall’imperatore Federico Barbarossa, nel 1353 dalle truppe dei Gonzaga) il castello viene sempre prontamente ricostruito con torri, mura e fosse piene d’acqua. Intorno al 1420 gli Estensi subentrano ai Roberti. Sotto il loro dominio, che dura fino al 1752, la rocca perde l'aspetto di fortezza militare per divenire residenza signorile. Ora è di proprietà del Comune di S.Martino in Rio. Il castello ha pianta rettangolare con torre merlata in un angolo. Oltrepassando l'ampio portale d'ingresso si incontra una pregevole cappella del 1395 dedicata a San Giovanni Evangelista. All'esterno si nota una croce in arenaria e lo stemma dei Roberti, mentre nel fianco si trova un'interessante porta ad arco ogivale con ornati in terracotta, sormontata da una lunga fila di merli e caditoie.
Nel cortile di rappresentanza si possono notare pregevoli capitelli in pietra scolpita con ornamenti di ispirazione vegetale.
Al piano terra sono visitabili ampi saloni con soffitti seicenteschi decorati e resti di affreschi del XV e XVI secolo.
Al primo piano del castello si presenta l'appartamento del feudatario (ora occupato dalla biblioteca comunale), decorato in stile rococò, con affreschi, stucchi, camini e serramenti originali.
Vi si accede attraverso la sala d'ingresso realizzata nel XVII secolo denominata "dei paesaggi lacustri".
Da qui il percorso attraversa due sale con pareti settecentesche e preziosi soffitti lignei cinquecenteschi decorati "a grottesche". Segue la sala dell' Unicorno, della seconda metà del XV secolo, con le "Imprese di Borso d'Este" che nel territorio realizzò importanti opere di bonifica. In una delle sale successive è di grande interesse la fascia sottostante un soffitto ligneo del sec. XV, decorata nella seconda metà del secolo XVI con animali mostruosi ed esotici, satiri, musicisti, dame ed una languida Venere.